
Kintsugi: quando la ferita diventa oro.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ieri ho avuto l’onore di essere invitato nuovamente a presentare un mio progetto al format DONNA SAPIENS, ideato da Gianni Gori e ospitato presso la Camera dei Deputati nella Sala Matteotti di Palazzo Theodoli-Bianchelli, con ospiti importanti tra onorevoli e deputati, tra cui l’On. Laura Ravetto.
L’iniziativa voluta dall’On. Souad Sbai responsabile nazionale Dipartimento Integrazione e Presidente dell’Associazione Acmid Donna Onlus, ha visto la partecipazione di numerose personalità istituzionali, professionisti e rappresentanti della società civile, uniti dall’obiettivo di promuovere i diritti delle donne e contrastare ogni forma di violenza di genere.
Un incontro intenso, ricco di testimonianze e parole che pesano, dove donne che hanno vissuto traumi profondi vengono ascoltate e celebrate per la loro forza. Un momento di costruzione per lottare contro un fenomeno che non vuole diminuire.
Una giornata per me da non dimenticare dove sono stato riconosciuto come sostenitore d’onore di Donna Sapiens.
Quest’anno ho portato un lavoro molto speciale, nato dalla collaborazione con Serena Di Paolo, make-up artist creativa, e con Gessica Notaro, una donna che conosco da molti anni e che purtroppo è diventata simbolo di una violenza tra le più crudeli: l’aggressione con l’acido da parte del suo ex compagno.
Avevo già fotografato Gessica in passato in tanti progetti di moda e pubblicità. Quando ho appreso ciò che le era successo, sono rimasto sconvolto. Ricordo benissimo la sua telefonata, quando mi chiese di fotografare la copertina del suo primo disco, uscito dopo l’aggressione. Da lì è nato un nuovo cammino creativo insieme.
Il Kintsugi: trasformare la ferita in oro
Con Gessica e Serena abbiamo cercato un modo per raccontare la sua rinascita senza mostrare la ferita in modo crudo o pietistico.
L’idea più potente è arrivata dal Kintsugi, antica tecnica giapponese che ripara oggetti rotti con una miscela dorata. Una metafora meravigliosa:
la crepa non si nasconde, si illumina. La ferita diventa preziosa.
Ed è proprio ciò che Gessica ha fatto nella sua vita: trasformare un dolore indescrivibile in una nuova bellezza, in una forza che oggi la porta a risultati enormi.
Non tutti ce la fanno: lei sì. Ed è davvero rinata, vivendo oggi della sua immagine, della sua professionalità, della sua voce, del suo impegno. È un esempio raro e prezioso.
Shine and Rise Again
La costruzione delle immagini
Ho scelto uno stile essenziale, con fondi neri o grigio scuro, per far emergere il volto e i segni d’oro creati da Serena, straordinaria nel body painting.
La sfida era quella di far risplendere l’oro senza retorica né eccessi, dando a ogni linea un valore simbolico: la ferita che si trasfigura.
Per ottenere questo effetto ho lavorato con un set di luci molto preciso:
• un grande softbox come luce principale, in modo da creare una riflessione morbida e speculare sulle tracce d’oro;
• uno strip softbox posto dal lato opposto, per aggiungere tridimensionalità e una drammaticità più scolpita ai volumi del viso;
• alcuni spot mirati sui punti che dovevano risplendere maggiormente, così da esaltare i dettagli del Kintsugi;
• una griglia in controluce, fondamentale per separare il soggetto dallo sfondo e dare profondità all’immagine.
Nelle pose ho lasciato a Gessica totale libertà: doveva essere lei a guidare il racconto visivo, a interpretare la propria storia attraverso gesti ed espressioni sincere.
Il risultato sono immagini piene di forza, dignità, energia, coraggio e voglia di vivere.
Ritratti in cui il dolore non viene negato, ma trasformato.

Mondadori e la copertina del suo libro
Una delle immagini di questo progetto è stata scelta da Mondadori come copertina del libro di Gessica:
“Nata sotto il segno di una stella”.
Per me è stata una grande emozione: vedere un progetto così intimo diventare il volto pubblico della sua storia è stato un segno di quanto questo lavoro abbia colpito nel segno.
La musica come amplificatore dell’anima
Per il video del progetto ho scelto The Healing Game di Van Morrison.
Una canzone che parla di guarigione, perfetta per accompagnare queste immagini.
Da anni sostengo che fotografia e musica, insieme, tocchino il cuore più profondamente di qualunque parola.
Il mio intervento al convegno DONNA SAPIENS – minuto 2:31:00
Proiezione SHINE AND RAISE AGAIN.
https://youtu.be/U0ap3okn4ro



















