nata sotto il segno della stella Gessica Notaro

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Gessica Notaro

Kintsugi: quando la ferita diventa oro.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ieri ho avuto l’onore di essere invitato nuovamente a presentare un mio progetto al format DONNA SAPIENS, ideato da Gianni Gori e ospitato presso la Camera dei Deputati nella Sala Matteotti di Palazzo Theodoli-Bianchelli, con ospiti importanti tra onorevoli e deputati, tra cui l’On. Laura Ravetto. 

L’iniziativa voluta dall’On. Souad Sbai responsabile nazionale Dipartimento Integrazione  e Presidente dell’Associazione Acmid Donna Onlus, ha visto la partecipazione di numerose personalità istituzionali, professionisti e rappresentanti della società civile, uniti dall’obiettivo di promuovere i diritti delle donne e contrastare ogni forma di violenza di genere.

Un incontro intenso, ricco di testimonianze e parole che pesano, dove donne che hanno vissuto traumi profondi vengono ascoltate e celebrate per la loro forza. Un momento di costruzione per lottare contro un fenomeno che non vuole diminuire. 
Una giornata per me da non dimenticare dove sono stato riconosciuto come sostenitore d’onore di Donna Sapiens.

 

donna sapiens
Donna Sapiens Roma 25
attestato donna sapiens Mau 25

Quest’anno ho portato un lavoro molto speciale, nato dalla collaborazione con Serena Di Paolo, make-up artist creativa, e con Gessica Notaro, una donna che conosco da molti anni e che purtroppo è diventata simbolo di una violenza tra le più crudeli: l’aggressione con l’acido da parte del suo ex compagno.

Avevo già fotografato Gessica in passato in tanti progetti di moda e pubblicità. Quando ho appreso ciò che le era successo, sono rimasto sconvolto. Ricordo benissimo la sua telefonata, quando mi chiese di fotografare la copertina del suo primo disco, uscito dopo l’aggressione. Da lì è nato un nuovo cammino creativo insieme.

Il Kintsugi: trasformare la ferita in oro

Con Gessica e Serena abbiamo cercato un modo per raccontare la sua rinascita senza mostrare la ferita in modo crudo o pietistico.

L’idea più potente è arrivata dal Kintsugi, antica tecnica giapponese che ripara oggetti rotti con una miscela dorata. Una metafora meravigliosa:

la crepa non si nasconde, si illumina. La ferita diventa preziosa.

Ed è proprio ciò che Gessica ha fatto nella sua vita: trasformare un dolore indescrivibile in una nuova bellezza, in una forza che oggi la porta a risultati enormi.

Non tutti ce la fanno: lei sì. Ed è davvero rinata, vivendo oggi della sua immagine, della sua professionalità, della sua voce, del suo impegno. È un esempio raro e prezioso.

Shine and Rise Again

 

La costruzione delle immagini

Ho scelto uno stile essenziale, con fondi neri o grigio scuro, per far emergere il volto e i segni d’oro creati da Serena, straordinaria nel body painting.

La sfida era quella di far risplendere l’oro senza retorica né eccessi, dando a ogni linea un valore simbolico: la ferita che si trasfigura.

Per ottenere questo effetto ho lavorato con un set di luci molto preciso:

un grande softbox come luce principale, in modo da creare una riflessione morbida e speculare sulle tracce d’oro;

uno strip softbox posto dal lato opposto, per aggiungere tridimensionalità e una drammaticità più scolpita ai volumi del viso;

alcuni spot mirati sui punti che dovevano risplendere maggiormente, così da esaltare i dettagli del Kintsugi;

una griglia in controluce, fondamentale per separare il soggetto dallo sfondo e dare profondità all’immagine.

Nelle pose ho lasciato a Gessica totale libertà: doveva essere lei a guidare il racconto visivo, a interpretare la propria storia attraverso gesti ed espressioni sincere.

Il risultato sono immagini piene di forza, dignità, energia, coraggio e voglia di vivere.

Ritratti in cui il dolore non viene negato, ma trasformato.

 

 

Mondadori e la copertina del suo libro

Una delle immagini di questo progetto è stata scelta da Mondadori come copertina del libro di Gessica:

“Nata sotto il segno di una stella”.

Per me è stata una grande emozione: vedere un progetto così intimo diventare il volto pubblico della sua storia è stato un segno di quanto questo lavoro abbia colpito nel segno.

La musica come amplificatore dell’anima

Per il video del progetto ho scelto The Healing Game di Van Morrison.

Una canzone che parla di guarigione, perfetta per accompagnare queste immagini.

Da anni sostengo che fotografia e musica, insieme, tocchino il cuore più profondamente di qualunque parola.

Il mio intervento al convegno DONNA SAPIENS – minuto 2:31:00

https://www.youtube.com/live/X_DTUzQ98Io

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Proiezione SHINE AND RAISE AGAIN.

https://youtu.be/U0ap3okn4ro

Gastel portrait

Giovanni Gastel

Addio al grande poeta dell'immagine.

Gastel portrait
Dopo Raoul è morto un altro grande artista, credo il miglior fotografo di moda italiano.
Un nobile, un signore non solo di fatto ma anche nel cuore, (Figlio di Ida Visconti di Modrone. Nipote del regista Luchino Visconti) ,una persona di grande spessore, che è stato per me un grande maestro.
 

 Sin da quando ero andato ai tempi dell’IED nel suo studio a Milano, dove mi aveva colpito il numero incredibile di libri fotografici che aveva, è stato un artista da cui prendere spunto e farsi contagiare. Ricordo che cercavo di imitare il suo stile unico che aveva creato con Trussardi, che ha seguito per anni, dove la luce principale verso il soggetto veniva da un lato, mentre nel fondo la parte illuminata era dal lato opposto. Ed ogni sua immagine era spunto per creare qualcosa di nuovo.

 

 Credo che il divario con i fotografi di oggi “giovani” di moda sia un abisso incolmabile ….

Guardate il suo profilo instagram … merita solo per il pensiero per sua moglie ….. ma le foto …… dopo averle viste siete costretti ad andare a vedere un Newton o un Avedon, tutto il resto è ….. noia.
Penso che i suoi scatti siano sempre con una marcia in più, mai banali, sia tecnicamente che emotivamente …. mentre oggi fanno delle cose inguardabili ….. siamo tornati a vedere modelle buttate su mucchi di spazzatura o polistirolo …… e senza tecnica.
E’ come se un poeta sbagliasse i congiuntivi …..
Lui è sempre stato avanti, sin da quando lo seguivo da giovane, ma mi meraviglio delle cose incredibili che continuava a produrre …. e cavolo …. aveva solo 65 anni !!!!! 65 !!!!!!
 
Quante emozioni ancora ci avrebbe ancora donato !!!!
La sua tecnica è invidiabile, da Hasselblad e Sinar in pellicola 8×10 al digitale di Hasselblad e poi Canon, sempre al top, un uso delle luci incredibilmente perfetto e creativo, con il digitale un gusto per la postproduzione che nessuno può avere il coraggio di contraddire .
Gastel è la chiara evidenza che il mezzo è secondario, quello che conta è la tua visione e capatità di esprimere quello che hai di fronte con creatività. Poteva avere tra le mani una Polaroid 8×10″ o un dorso digitale su cui lavorare in photoshop, ma la Fotografia rimane la stessa. E ha continuato a produrre vere “opere d’arte” negli anni senza cambiare il suo gusto e capacità di emozionarci ritraendo la bellezza.
Mi ha colpito una sua frase:  ” nel ritratto non sono lo specchio , ma il Riflesso di chi ho davanti. “
Quando faccio un ritratto spetto che il soggetto finisca le sue pose dove cerca la sua dimensione, e. poi gioco con la seduzione, cercando di cogliere attraverso il mio animo la personalità di chi ho di fronte. 
Bellissimo, fondamentale , nella fotografia di ritratto. Un fotografo non sarà mai il mezzo in cui un personaggio o una modella si specchia per esprimersi come lui crede di sembrare ed essere, ma rifletterà sempre quello che vede ed il momento vissuto insieme al soggetto nello shooting.
Gastel diceva “mi lascio sedurre, sia uomo che donna” dove la seduzione va oltre il termine legato alla sensualità. E solo essendo sedotto puoi vedere e  tirare fuori l’anima di chi hai davanti. Ecco perchè i suoi ritratti sono così speciali, oltre a saper interpretare creativamente le emozioni che viveva in quel momento. 
 
Questo Covid …. non se ne può più.
 
Volevo ringraziarlo per la BELLEZZA che ha donato al mondo, perchè è di quella che l’uomo si nutre. E lui di arte ce ne ha donata tanta.
Ma quella bellezza dove non è vero che “tutto” è bello basta che ti piace …….  ma dove un’opera lo è se ti emoziona dentro, se chiunque passa e la vede si ferma 5 minuti estasiato ……
Oggi la fotografia dovrebbe imparare da personaggi come lui, non dai saltimbanco che fanno solo grandi parole, ma di emozioni in foto non sanno tirare fuori nulla !!
 
E’ grazie anche alle tue foto se sono riuscito a crescere come professionista e come fotografo.
 
Giovanni Gastel, penso per te sia riservato in cielo un posto speciale. 
RIP.
 

Ecco una galleria di immagini che mi hanno colpito, anche se la scelta è difficile per quanto sono le immagine di valore che ha prodotto nella sua vita.